L’anno si chiude con risultati positivi per le rutas territoriales nell’ottica del rafforzamento delle associazioni rurali

Promuovere l’educazione finanziaria, l’associatività e l’inclusione nelle campagne colombiane è uno degli impegni dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale con Approccio Territoriale (DRET II)

Secondo l’ultimo rapporto sull’inclusione finanziaria preparato dalla Soprintendenza Finanziaria della Colombia e dalla Banca de las Oportunidades, in Colombia esiste un forte divario tra aree urbane e rurali in termini di accesso al credito, al risparmio e ad altri prodotti finanziari. Infatti, mentre nelle città e nei centri abitati l’indicatore è del 99%, nelle zone rurali il dato oscilla tra il 56% e il 70%. A questa situazione si aggiunge la precaria educazione finanziaria della maggioranza della popolazione rurale, fatto che accresce le disuguaglianze.

Per contribuire a cambiare questa situazione, il Programma DRET II, ​​cofinanziato dall’Unione Europea, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO Colombia) e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (sede AICS Bogotá), ha realizzato due progetti pilota in collaborazione con l’Agenzia per lo sviluppo economico locale della Valle del Cauca (ADEL BRUT), con l’obiettivo di fornire assistenza tecnica al Ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale per rafforzare l’associatività rurale e l’autogestione finanziaria delle organizzazioni.

Questo progetto, che fa parte delle Rutas Territoriales del DRET II, ​​ha preso forma da una metodologia realizzata dal Ministero in collaborazione con Red Adelco, che si è concretizzata nel documento Ruta de Asociatividad Rural Productiva, successivamente validato nel territorio a beneficio di sei associazioni dai comuni di Versalles, El Dovio, Trujillo, Toro, Bolívar e Roldanillo nella Valle del Cauca.

I risultati positivi dei programmi pilota sono stati molto apprezzati durante l’evento estivo presieduto da ADEL BRUT a Roldanillo, con la presenza di funzionari della Direzione del Ministero dell’Agricoltura e del governo di questo dipartimento. In totale, sono state beneficiate 6 organizzazioni e più di 150 persone e le rispettive famiglie.

In questo senso l’Italia ha molto da dare alla Colombia, perché lì le cooperative e le piccole associazioni produttive rappresentano il 10% del PIL italiano. L’associatività, nel tempo, genererà un impatto significativo sull’economia a livello dipartimentale e nazionale”, ha affermato il direttore del Programma DRET II ed esperto AICS in sviluppo rurale, Furio Massolino.

Per scoprire in che modo questo progetto ha influito sulla vita dei beneficiari, clicca qui.

Luisa Fernanda e Fabiola: unione e risparmio per rafforzare il campo

Luisa Fernanda e Fabiola, contadine del dipartimento della Valle del Cauca, fanno parte di associazioni produttive che riconoscono l’importanza del risparmio e dei fondi autogestiti, cosa che ha permesso loro di guardare al futuro con più ottimismo e fiducia

Il progetto pilota “Creando i nostri fondi autogestiti”, parte delle Rutas territoriales del Programma DRET II dell’AICS, dell’Unione Europea e di FAO Colombia, ha chiuso l’anno con più di 150 beneficiari, per lo più contadine che fanno parte di associazioni di a nord della Valle del Cauca.

Tra queste associazioni spiccano ASOMUCAVA e Corposanisidro.

ASOMUCAVA – Associazione di Donne Coltivatrici di Caffè, Agricole e Zootecniche della Valle del Cauca – è costituita da contadine che coltivano caffè, cacao e canna da zucchero, e allevano polli e galline. Donne “berracas y echadas para adelante”, come si dice nel gergo popolare di questa zona della Colombia.

Luisa Fernanda Fajardo è una delle responsabili di questa associazione. Lei e le sue undici colleghe hanno partecipato al progetto pilota, e sostengono che questo sia servito a rafforzare i legami tra le socie: “Grazie al progetto Fondi Autogestiti, ci sentiamo più una famiglia. Ci hanno insegnato i vantaggi del risparmio perché ogni 15 giorni ci riunivamo per contribuire alla cassa comune e in questo processo coinvolgevamo anche le nostre famiglie”. Infatti, una delle azioni del progetto è stata quella di dotare ogni associazione di un “kit di risparmio”, composto da una cassaforte e da alcuni statuti per il fondo sociale, con linee guida e protocolli per l’utilizzo. Secondo i rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura coinvolti nel progetto, questa pratica è stata una delle più rilevanti, poiché in questo modo è stato possibile sensibilizzare gli associati e generare la fiducia necessaria affinché i fondi siano sostenibili in futuro.


Grazie alle informazioni e alla formazione ricevuta nell’ambito del progetto, le donne di ASOMUCAVA potranno rafforzare la loro attività situata nel centro di Roldanillo (Valle del Cauca), dove vendono caffè, marmellate e dolci.

Corposanisidro è composto da lavoratrici del villaggio di San Isidro nel comune di Bolívar. Fabiola Pulido, una delle associate, ha evidenziato il supporto formativo e istituzionale ottenuto dal progetto, che ha dato loro una prospettiva più ampia su ciò che possono ottenere attraverso il risparmio: “Nelle aree rurali, la maggior parte delle donne non sa a cosa serva il risparmio nè come può aiutarci a far crescere le nostre attività. Ci hanno insegnato a proiettarci nel futuro, ad avere una pianificazione produttiva per andare avanti”.

Questo tipo di fondi sociali acquista maggiore importanza in contesti come questo villaggio, dove i piccoli produttori devono far fronte alle grandi corporazioni e al detrioramento dell’ambiente generato dalle monocolture e dal monopolio delle sementi. “Questo fondo ci permetterà di avere un cuscinetto nei momenti di bisogno per la comunità”, conclude.


Incontro di chiusura del progetto nel villaggio di San Isidro, dove donne come Fabiola hanno ricevuto formazione in materia finanziaria, di risparmio e associativa.

Intervista a Fabiola Pulido, beneficiaria del Programma DRET II

In Bolivia il sistema di allerta è una (lunga) storia che parla di competenze e autonomia

Dal 2013 la collaborazione fra AICS, FAO e Fondazione CIMA ha creato un percorso di rafforzamento del sistema nazionale di allerta dei disastri ambientali

Nei mesi scorsi il Servicio Nacional de Meteorología e Hidrología (SENAMHI) della Bolivia ha reinstallato una stazione idrologica a Chuqui Chuqui, nel municipio di Sucre (Chuquisaca), sul río Chico, un affluente del río Grande che drena nel río delle Amazzoni. Dal 12 ottobre la stazione, che era stata danneggiata da una piena nel 2021, ha ricominciato a rilevare i dati di misurazione, compreso l’andamento delle piogge e del livello idrometrico del fiume.

La progettazione, il montaggio e l’installazione della centralina sono avvenuti in piena autonomia, a valle della formazione proposta nell’ambito del Programma di assistenza tecnica per il rafforzamento, il coordinamento e l’articolazione della gestione del rischio e incremento della resilienza in Bolivia, finanziato da AICS e implementato da FAO Bolivia insieme a Fondazione CIMA.

Il programma, iniziato nel 2019 e terminato nel 2022, si è concentrato sul rafforzamento del sistema nazionale di allerta dei disastri (Sistema Nacional de Alerta Temprana de Desastres, SNATD), dotando il Vice Ministero della Difesa Civile (VIDECI) e il SENAMHI di strumenti tecnologici (quali la piattaforma myDEWETRA, sviluppata da Fondazione CIMA per il Dipartimento Protezione Civile italiana) e di procedure per migliorare il coordinamento nelle operazioni di allerta e protezione civile.

VIDECI allerta

L’implementazione del sistema di allerta in Bolivia ha visto anche l’installazione di stazioni idrometeorologiche open-hardware, come quella installata a Sucre, che permettono il monitoraggio in tempo reale di parametri diversi, alimentando i modelli idro-meteorologici di analisi ed elaborazione dei dati, garantendo una sostenibilità tanto economica quanto tecnica. A differenza delle classiche stazioni proprietarie, infatti, le stazioni open-hardware prevedono che tutti gli schemi progettuali e l’elenco dei componenti necessari alla realizzazione siano rilasciati liberamente, allo scopo di essere continuamente migliorati dalla comunità di esperti. La tecnologia aperta e l’attività di formazione sull’assemblaggio e la manutenzione, ha portato ad un’effettiva appropriazione delle competenze da parte del SENAMHI. Attualmente, in Bolivia sono in funzione otto stazioni Acronet in punti di grande interesse idrologico: le ultime delle quali assemblate e installate dal Senamhi in completa autonomia, senza il supporto fornito in precedenza da Fondazione CIMA.

Una storia duratura e di successo, come ogni storia che si basa sullo sviluppo concreto di capacità per garantire la gestione diretta e autonoma degli strumenti e delle metodologie di early warning, per preservare e proteggere ecosistemi naturali e umani.

Evento di chiusura del progetto “Donne rurali e politiche pubbliche” con Fundación Alpina

La Fondazione Alpina, nell’ambito del progetto Rutas territoriales sostenuto dal Programma DRET II e di concerto con la Direzione delle Donne Rurali del Ministero dell’Agricoltura e le autorità locali, ha organizzato a Barrancas (La Guajira) l’evento di chiusura del progetto “Donne rurali che partecipano e si appropriano efficacemente degli strumenti di politica del settore”, che ha avuto un impatto in tre comuni del Cauca (Balboa, Mercaderes e Popayán) e in uno di La Guajira (Barrancas). L’obiettivo principale era mitigare i divari di genere attraverso la formazione di 142 donne in strumenti e politiche pubbliche in modo che sapessero quali sono i loro diritti in materia di accesso alla terra, assistenza tecnica e finanziamenti.

Durante l’evento è stato organizzato uno spazio di dialogo orizzontale tra le donne del territorio e le istituzioni regionali, quali ADR (Agenzia di Sviluppo Rurale), ICA, SENA, Agrosavia, Azienda Regionale, Banco Agricolo e il Municipio. Inoltre si è svolta una fiera dell’imprenditoria e delle iniziative produttive e una rassegna culturale con danze tipiche della regione.

Giovanni Redondo, coordinatore del progetto della Fundación Alpina, ha evidenziato che la partecipazione ai workshop sull’appropriazione delle politiche settoriali è stata di quasi il 95% e il ruolo svolto dalla cooperazione internazionale, attraverso il programma DRET II, ​​la cui presenza sul territorio ha attratto enti locali e nazionali: “Non è un approccio comune nei donatori, che quasi sempre si limitano a finanziare i progetti”, ha detto.

Astrid Mosquera, una delle beneficiarie del progetto, ha sottolineato il processo di appropriazione che le donne hanno avuto nel loro territorio in termini di partecipazione politica: “Pensavo che il concetto di politica pubblica facesse riferimento all’entrata delle donne in politica. In questo paesino ci manca molta conoscenza, ma adesso sentiamo autonome, perché conosciamo le istituzioni a favore delle donne“.

Scopri altre testimonianze delle beneficiarie di questo progetto nella sezione Video.

Visita Pullulahua

Il Direttore Generale di AICS, Luca Maestripieri, in missione in Ecuador

La missione del Direttore Generale di AICS, Luca Maestripieri, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Bogotà è proseguita  in Ecuador dal 7 al 9 dicembre. Si tratta della prima visita del Direttore nel Paese, durante la quale è stato accompagnato dal Direttore Regionale della sede AICS di Bogotà, Mario Beccia. La visita ha permesso al Direttore di conoscere in prima persona le diverse attività sostenute dalla Cooperazione Italiana in corso nel Paese andino, che attualmente può vantare un portafoglio di più di 50 milioni di euro tra Crediti di aiuto, Fondo di conversione del debito italo-ecuadoriano e fondi a dono. Tale importo rappresenta un impegno molto significativo da parte dell’Italia per un Paese non prioritario per la cooperazione.

Durante la visita il Direttore ha realizzato una serie di incontri bilaterali con i principali interlocutori di AICS in Ecuador, tra cui il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Salute e la Delegazione della Unione Europea. Dalle riunioni è emerso l’importante ruolo del Fondo Italo Ecuadoriano per lo Sviluppo Sostenibile – FIEDS, percepito positivamente sia dalle controparti ecuadoriane, sia dagli attori italiani, sia dalle organizzazioni internazionali presenti nel territorio, rivelandosi uno strumento estremamente efficace, che offre visibilità alla Cooperazione Italiana nel Paese.

Missione DG Ecuador Missione DG Ecuador
Negli stessi giorni il Direttore Generale Luca Maestripieri ha avuto modo di partecipare alla riunione del Tavolo delle OSC italiane presenti in Ecuador, a cui hanno preso parte numerose organizzazioni della società civile italiana, a riprova di una presenza forte, articolata e variegata, del mondo no-profit italiano in molti ambiti settoriali del Paese.

OSC Ecuador

La visita è stata inoltre un’occasione per rafforzare la relazione con l’Ambasciata d’Italia a Quito, che ha dato fin dal principio ed in maniera continuativa un importante sostegno al settore della Cooperazione ed è stata fondamentale per la buona riuscita delle iniziative di AICS nel Paese.

Missione DG ecuador

Nel complesso, la missione di accompagnamento del Direttore Generale Maestripieri in Ecuador è risultata molto positiva per i seguenti aspetti:

  • La Cooperazione Italiana in Ecuador è molto attiva attraverso i distinti strumenti e meccanismi che prevedono il finanziamento bilaterale non rimborsabile a dono, le azioni finanziate alle ONG italiane, le azioni finanziate alle OSC ed i crediti di aiuto;
  • Il ruolo dell’Ambasciata d’Italia in Ecuador è stato ed è cruciale per il buon funzionamento delle iniziative in corso;
  • Le priorità del Paese hanno evidenziato una coerenza ed un allineamento con le priorità regionali e globali della AICS quali sono i settori di: ambiente, salute e produzione sostenibile;
  • La relazione con la Unione Europea è molto positiva, come dimostrano le future iniziative di Cooperazione Delegata nel settore ambiente che inizieranno nel 2023.
Inaugurazione

Inaugurata a Bogotà la nuova sede AICS con competenza regionale sul Sud America

Il giorno venerdì 2 dicembre 2022 si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della nuova sede AICS di Bogotà, con competenza sull’intera regione sudamericana.

La cerimonia d’inaugurazione è cominciata con lo scioglimento del nastro nei nuovi uffici della Sede alla presenza del Direttore Generale dell’AICS, Luca Maestripieri, e dell’Ambasciatrice Alicia Alejandra Alfaro Castillo, Direttrice Affari Politici del Ministero degli Affari Esteri colombiano. Dopodiché, la delegazione si è spostata nelle sale del Museo del Chicó, luogo di svolgimento dell’evento. Alla presenza di circa 80 invitati tra ONG italiane, Agenzie delle Nazioni Unite, Ministeri, Istituzioni territoriali e Accademia, gli invitati sono stati accolti dalle parole di apertura dell’Ambasciatore italiano in Colombia, Gherardo Amaduzzi, che ha lodato il lavoro svolto da AICS dal suo arrivo nel Paese: “In questi sei anni l’Italia ha tracciato e guidato con determinazione gli sforzi dei diversi governi colombiani per realizzare un Paese più stabile nel suo cammino verso la pace totale”.

Successivamente, Alvaro Calderón, Direttore di Cooperazione Internazionale presso il Ministero degli Affari Esteri colombiano, ha definito l’apertura della sede AICS di Bogotà “una buona notizia, perché conferma il rapporto di cooperazione che esiste tra Italia e Colombia”.
Il Direttore della sede regionale AICS di Bogotá, Mario Beccia, ringraziando per l’appoggio ricevuto in questi mesi, ha dichiarato che le direttive ricevute da Maestripieri, dopo la nomina di direttore della nuova sede, “sono state molto chiare sin dall’inizio: assicurare una cooperazione aperta, dinamica e moderna, che tenga la Colombia al centro”.
Infine, il Direttore Generale dell’AICS, Luca Maestripieri ha preso la parola per ribadire la forte presenza della cooperazione italiana in Colombia e nella regione sudamericana, in cui apporta rispettivamente contributi per 30 milioni di euro e 170 milioni di euro, tra canali bilaterali e multilaterali e crediti d’aiuto.

“Questa prospettiva regionale fa senza dubbio parte della vocazione e dell’identità di questa nuova sede Aics, che nasce con il duplice obiettivo di garantire continuità alle eccellenti esperienze che l’Italia ha avuto in altri Paesi, nonché di promuovere l’innovazione negli strumenti e nelle modalità di cooperazione che coinvolgano in particolar modo il settore privato, la finanza innovativa, le banche di sviluppo e altre organizzazioni internazionali”.

Inaugurazione

Inaugurazione

La missione del Direttore Generale, Luca Maestripieri, alla Sede AICS di Bogotá ha previsto inoltre una serie di incontri istituzionali. Nel colloquio avuto con il Direttore di Cooperazione Internazionale Alvaro Calderón si è ribadita la relazione di vicinanza tra Italia e Colombia, evidenziando come la Colombia continui ad offrire numerosi incentivi all’attività di cooperazione. Durante la riunione con Luis Alberto Villegas, Viceministro dell’Agricoltura, Maestripieri ha sottolineato l’impegno della cooperazione italiana nel settore agricolo, in particolar modo rispetto a tematiche quali la riconversione dei sistemi agricoli, l’innovazione tecnologica e la commercializzazione dei prodotti agricoli.
Nell’incontro con la Delegazione dell’Unione Europea, si è manifestata la sintonia di visioni esistente tra la Cooperazione italiana e l’Unione Europea concretata nel Programma di Assistenza tecnica alle politiche pubbliche del comparto agricolo in Colombia – DRET II. Si sono inoltre paventate possibilità di future collaborazioni, in particolare con NDC Forest e NDC Agrifood System e si è posto l’accento sull’importanza della cooperazione delegata come strumento di collaborazione replicabile anche in altri Paesi della regione.
Infine, il Direttore Generale Luca Maestripieri ha incontrato Mireille Girard, rappresentante di UNHCR Colombia, partner principale di AICS Bogotà nella gestione del tema migrazione nella regione sudamericana, con cui sono emerse prospettive e obiettivi comuni nella risposta alla crisi migratoria dal Venezuela.

Cancilleria

© Cancilleria

La missione di Maestripieri presso la sede di Bogotá è continuata nel Dipartimento del Huila, situato a sud-ovest della capitale colombiana, dove ha avuto modo di visitare sul territorio il progetto “Agricoltura e turismo sostenibile per il consolidamento della pace in Colombia – Paz Colombia” finanziato dall’AICS e implementato dall’Organizzazione internazionale italo-latinoamericana (IILA). In particolar modo, ha potuto visitare le installazioni dell’Istituto Nazionale colombiano di Formazione Primaria (SENA), importante alleato dell’Agenzia nel Paese, a Campoalegre e percorrere la Ruta Magica del Cafè, un’iniziativa che promuove il turismo comunitario sostenibile coinvolgendo una serie di fincas, aziende agricole produttrici di caffè presenti nell’area, dove ha incontrato i principali beneficiari e le associazioni di coltivatori di caffè interessate.

Huila

Huila

Nell’ottica regionale che caratterizza la nuova sede Aics di Bogotà, la missione del direttore Maestripieri, è continuata con una visita di tre giorni a Quito, dove ha avuto modo di conoscere alcune delle iniziative finanziate da AICS in Ecuador.

Cecilia López, ministra dell’agricoltura, ha partecipato alla riunione della rete parlamentare Parlaméricas per l’uguaglianza di genere

Dal 30 novembre al 2 dicembre 2022 si è tenuto presso il Congresso della Repubblica di Colombia il 14° incontro della Rete parlamentare Parlaméricas per l’uguaglianza di genere. L’evento si è concentrato sulla proposta di prospettive legislative per una crescita economica inclusiva, avendo come asse l’economia della cura. Il Programma DRET II ha sostenuto l’incontro, seguendo uno degli assi strategici del programma: la promozione dell’accesso delle donne delle zone rurali ai beni produttivi e della loro partecipazione alle politiche pubbliche e ad altri organi decisionali settoriali.

Secondo i dati del Dipartimento Amministrativo Nazionale di Statistica (DANE), in Colombia, il 93% delle donne che vivono nelle aree rurali svolge attività lavorative non retribuite. Sebbene rappresentino il 48,2% della popolazione rurale, il loro tasso di occupazione è appena del 30,6% e il loro reddito medio è inferiore del 28,4% a quello degli uomini. Questo problema è tra le priorità del Ministero dell’Agricoltura, per questo la Ministra Cecilia López, su invito del Programma DRET II, ​​ha partecipato all’incontro, condividendo la sua prospettiva sull’importanza dell’economia della cura nel dibattito “Le dimensioni economiche della cura: miti e realtà“.

Il problema è che la cura non è riconosciuta come settore produttivo. È giunto il momento che queste attività vengano assunte dal mercato, dallo Stato, dalle famiglie e dalle comunità. Non si tratta di sovvenzionare, ma di considerarla una categoria, in modo che ci sia una maggiore domanda e offerta di lavoro, che genererà una massa salariale più alta, tasse e un aumento del PIL”, ha sostenuto la Ministra dell’Agricoltura durante il suo intervento.

In questo senso, la FAO ha accompagnato l’aggiornamento della Legge 731 sulle donne rurali del 2002, lavoro che ha comportato sfide in termini di volontà politica, investimenti e, soprattutto, transversalizzazione dell’approccio di genere in tutte le politiche rurali. D’altra parte, DRET II ha lavorato in questa direzione attraverso la strategia delle Rutas territoriales del progetto “Donne rurali che partecipano e si appropriano efficacemente degli strumenti di politica del settore” realizzato con la Fondazione Alpina nei territori di Cauca e La Guajira.

3° Congresso di Ricerca Ambientale e Innovazione Ambientale della CAR: uno spazio per parlare dei danni del cambiamento climatico

Alcuni rappresentanti del Programma DRET II e delle entità che lo finanziano hanno partecipato al 3° Congresso di Ricerca Ambientale e Innovazione Ambientale, organizzato dall’Ente Regionale Autonomo di Cundinamarca (CAR), per parlare dei principali progetti e strategie che si stanno portando avanti dalla cooperazione internazionale a sostegno della lotta contro cambiamento climatico.

Uno dei temi principali è stata la lotta al cambiamento climatico. Per parlare della visione dell’Unione Europea su questo tema, Tobias Biermann, Responsabile Ambiente, Clima e Occupazione della Delegazione dell’Unione Europea in Colombia, ha partecipato al forum “Cosa fare per affrontare il cambiamento climatico?” e ha evidenziato l’importanza del Green Deal europeo e la necessità di includere più settori nella strategia: “L’obiettivo è lavorare insieme a tutti i settori, non solo all’energia e alla politica. Tutti devono ridurre le proprie emissioni“. Ha inoltre fatto riferimento al piano Fit for 55 dell’UE, che propone un pacchetto di misure e normative per ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030.

Da parte sua, il direttore della sede AICS di Bogotá, Mario Beccia, ha presentato i progetti che si stanno sviluppando a livello territoriale in termini di sviluppo rurale e sostenibilità ambientale, evidenziando i progetti del programma DRET II: “Abbiamo sviluppato progetti intorno al consolidamento della pace e all’inclusione di piccoli produttori rurali in dipartimenti come Cauca e Huila. Inoltre, stiamo rafforzando le politiche pubbliche in materia di sviluppo rurale e ambiente, marketing agricolo e donne rurali con il progetto DRET II, ​​che finanziamo con l’Unione Europea e la FAO”.

Furio Massolino, direttore del Programma DRET II, ​​ha tenuto una conferenza in tema di “Sistemi agroforestali e la loro importanza nella mitigazione dei cambiamenti climatici”, in cui ha spiegato i vantaggi di questi tipi di sistemi per aiutare ad adattare le colture a eventi meteorologici estremi come siccità e forti piogge : “I sistemi agroforestali sono un ottima modalità di gestione del territorio, soprattutto in condizioni di suoli vulnerabili al degrado, oltre a consentire la differenziazione dei prodotti ottenibili in un’unità di territorio, attraverso l’associazione di varie colture, che consente di avere più fonti di reddito grazie alla diversificazione della produzione e non dipendenti da una monocoltura. In altre parole, in questo modo si riduce la vulnerabilità legata a una monocoltura e utilizzare tutto il potenziale dell’ecosistema, aumentando anche la biodiversità nel sistema produttivo”.

Il Congresso si è svolto presso il centro congressi Ágora Bogotá, con la partecupazione di 6.000 persone, 125 stand, 220 relatori, 25 paesi invitati e 350 aziende partner.

Expo Agrofuturo: Trasformare le aree rurali per un futuro sostenibile, inclusivo e di pace

L’Unione Europea è stata l’ospite d’onore ad Expoagrofuturo 2022, dove ha presentato quattordici dei progetti che sta sviluppando nel Paese con vari partner, all’insegna del motto “Trasformare le aree rurali per un futuro sostenibile, inclusivo e di pace”. Tra questi progetti c’era il Programma DRET II, ​​con uno stand nello spazio comune progettato per l’Unione Europea nel padiglione 6 di Corferias a Bogotá.

Lo stand DRET II ha dato visibilità ai beneficiari dei diversi progetti che sono sostenuti in coordinamento con il Ministero dell’Agricoltura e l’Ufficio per le Attività Verdi del Ministero dell’Ambiente. Allo stesso modo, hanno partecipato allo stand congiunto anche altri progetti beneficiari del DRET II come “Donne rurali e politiche pubbliche”, appartenenti alle Rutas Territoriales sviluppate con Fundación Alpina, in cui le donne beneficiarie di questo progetto pilota hanno avuto ila possibilità di esporre i propri prodotti artigianali e condividere esperienze e testimonianze nei dibattiti organizzati nell’ambito dell’agenda accademica.

Il Programma DRET II ha organizzato quattro convegni accademici con l’obiettivo di raccogliere diversi punti di vista in merito alle sfide che il settore rurale deve affrontare di fronte ai cambiamenti strutturali che saranno realizzati dal nuovo Governo: “Inclusione – Il ruolo di famiglia, contadina e comunità, donne e giovani nel futuro dell’Agro’; “Innovazione per economie verdi: scienza e tecnologia per l’agricoltura”; ‘Transizione agroecologica e ruolo dei sistemi agroalimentari’ e ‘Agricoltura e costruzione della pace’.
A questi panel hanno partecipato rappresentanti dell’Unione Europea, della FAO e dell’AICS, nonché beneficiari dei diversi progetti, accademici e funzionari dei Ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e delle loro agenzie, che hanno potuto socializzare i risultati ottenuti grazie al lavoro svolto in collaborazione con il Programma e gli enti dipartimentali e municipali.

L’ultimo giorno di Expoagrofuturo si è tenuta una colazione alla presenza della Vice Presidentessa, Francia Márquez, dei Ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, del Ministro della Scienza e della Tecnologia, dell’Ambasciatore Gilles Bertrand e di undici ambasciatori degli Stati Membri della UE (Unione Europea). Nella stessa giornata, l’Unione Europea ha presentato il forum “Commercializzazione: sfide e scommesse per lo sviluppo rurale”, che mirava a generare proposte per migliorare la costruzione di politiche, programmi e progetti pubblici che promuovano la sostenibilità economica, sociale e ambientale. per i piccoli e medi produttori, oltre che per la popolazione in generale.